Anche i cimiteri diventano ecosostenibili, se l’uomo quando è vivo emette Co2, da morto dovrebbe smettere… E invece… continua ad inquinare!

A Camberra, in Australia, si sono accorti che anche le tradizionali procedure di inumazione e di cremazione inquinano, perciò si è deciso di eliminare i vecchi cimiteri e di puntare su tombe a basso impatto ambientale, che si possano individuare con l’aiuto del satellite. Vengono usate bare biodegradabili, sepolte in aree protette. I vantaggi per l’ambiente sono notevoli secondo i sostenitori di questa nuova tecnica visto che la cremazione produce gas serra, l’imbalsamazione costituisce l’utilizzo di sostanze chimiche pericolose che potrebbero inquinare il suolo e le falde acquifere, le classiche bare sono fatte con legnami pregiati ricoperti di vernice e contengono colle ed elementi in plastica. Evitando tutto ciò quindi, si avrebbe una diminuzione notevole delle emissioni di Co2. I principali fautori di questa campagna, sono inglesi e australiani, secondo uno di essi, Kris Whitney, “E’ un modo ideale per utilizzare il territorio ed aiutare la fauna e la vegetazione”. I familiari potranno decidere liberamente il luogo dell’inumazione. Per ritrovare le tombe, che saranno difficilmente rintracciabili, si utilizzerà il Gps, la loro posizione sarà quindi individuabile con facilità. E’ un’innovazione rendere ecosotenibile la morte, ma se si rendesse ecosostenibile anche la vita, sarebbe risolutivo…

(DDF)

Dì la tua